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Fermo restando che i protagonisti dello sport sono gli atleti,  lo sport in televisione (o alla radio) può aver successo soprattutto se raccontato bene. QUESTA NUOVA RUBRICA vuole dare il giusto risalto ai giornalisti ed ai telecronisti dello sport, di ieri, di oggi e di domani….. Non vuole assumere un profilo critico, non è questa la sede, vuole invece riconoscere il giusto merito alla funzion e del giornalista sportvo. Cari lettori, fateci se questa pagina vi piace, noi ne saremmo già convinti, suggeriteci le Vostre idee e se qualche giornalista sportivo vuole mettersi in contatto con noi per raccontare la sua storia od un aneddoto oppure semplicemente inviare un saluto è certamente benvenuto. Questa è la pagina del telecronista sportivo.
QUESTA SETTIMANA CI SOFFERMIANO SULLA SQUADRA DEI GIORNALISTI A DAEGU  Quando Raisport ha la pienezza dei mezzi, tutti i giornalisti riescono sempre a compiere il proprio lavoro al meglio. Così anche a Daegu dove la produzione Rai ancora una volta si è messa in luce con un prodotto da definirsi quasi ottimo. Il “quasi” è legato ad un paio di sbavature della regia nella diffusione delle finali maschili dei 3000 siepi e della 4x100, non propriamente attribuibili a chi stava al microfono. Ma ciò non scalfice il nostro alto giudizio di tutto l’evento targato Rai. E’ormai da Siviglia 1999 che le grandi manifestazioni di atletica (e potremmo dire anche di nuoto, di ciclismo e di sci) sono seguite in maniera capillare con uno sforzo tecnico e giornalistico non comune. Un plauso generale e totale a Raisport: per fortuna non dobbiamo parlare di Rai2 e di quel telegiornale che interrompeva il racconto per gli sventurati che non sono ancora in grado di seguire la gare attraverso il digitale terrestre. Neanche una Di Martino che lotta per una  medaglia certa è in grado di far slittare o ridurre il notiziario!! Aridatece er serpentone!!! Si direbbe a Roma. Per serpentone intendiamo il passaggio da una rete all’altra che permette di salvaguardare l’integrità di una telecronaca.
E visto che siamo tornati a Roma ci spostiamo a Nord della capitale per vedere il successo di un suo esponente: STEFANO TILLI AI GIOCHI DEL MEDITERRANEO 1991 AD ATENE nella sua specialità preferita: i 200 metri. Telecronaca RAI di Mario Mattioli. Tilli ha fatto parte con  Lucilla Andreucci, Paolo Bellino e Antonella Capriotti dell’altra squadra Rai: quella degli opinionisti.
UN BRAVO A LUCA DI BELLA
I mondiali dell’atletica in Corea hanno registrato al microfono l’assenza di Franco Bragagna per un piccolo problama fisico. Ma Luca Di Bella lo ha sostituito in maniera egregia. Del resto lo avevamo già visto destreggiarsi con altrettanta naturalezza nelle mattinate degli europei di Barcellona 2010 ed ai non lontani europei indoor del marzo scorso a Parigi. Nessuna novità quindi. Di Bella, come Bragagna, è cresciuto in Rai attraverso telecronache di slittino, come ha ricordato lo stesso Bragagna sulla pagina Facebook della Rai. Ascoltiamo il telecronista pontino ai microfoni di Raisport+ in una prova di Coppa del Mondo di slittino 2008/09 della stagione, nella pista piemontese di Cesana Pariol, vinta da Armin Zoeggeler.
Immarcescibile Attilio Monetti, più di trent’anni al fianco del telecronista di turno.
Paolo Rosi lo definiva “il nostro collaboratore Monetti”. In età giovanile una presenza anche al fianco di Guido Oddo alle Olimpiadi invernali di Lake Placid 1980, nella gara di slalom.
Sempre apprezzata Elisabetta Caporale nel ruolo non facile di estrarre da atleti stanchi, alcuni dei quali, oltretutto, spossati dalla lunga serie di interviste già effettuate oppure delusi dall’andamento della gara. Sicuramente l’intervistatrice giusta nel posto giusto ed il piacere con cui molti atleti si fermavano a scherzare con la nostra Elisabetta lo testimonia.
Per fare un buon mondiale ci vuole fantasia. S’intende Marco Fantasia, altro telecronista emergente, che curava i collegamenti dallo studiolo di Daegu. Fantasia lo scorso anno ha seguito vari incontri mondiali della pallavolo, mentre quest’inverno ha seguito un mondiale di pattinaggio veloce.
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Per Giampiero De Luise il ruolo di raccordo di Raisport con il mondo del web.  Molto apprezzati i collegamenti Daegu-Bolzano per raccogliere le opinioni in videotelefono di Franco Bragagna per la pagina Rai di Facebook dedicata all’evento, in una rubrica denominata FRANCAMENTE che ha costituito un valore aggiunto al già ottimo servizio Rai.
Ed un saluto al grande assente ai mondiali di Deagu o meglio di….Taegu….come avrebbe detto Franco Bragagna. La telefoto (come si sarebbe detto una volta) lo ritrae in occasione di un’altra grande produzione Rai, i mondiali di sci nordico del marzo scorso. Lo abbiamo risentito al microfono a Zurigo. Le prime telecronache di Bragagna si ricordano a Telemontecarlo nel 1987 allorchè commentò alcuni incontri mondiali di hockey su ghiaccio della nazionale italiana. Ai mondiali di atletica Bragagna è stato radiocronista nel 1993 a Stoccarda. Nel 1995 anno del suo passaggio alle telecronache di atletica, ha cominciato a seguire i mondiali in quella Goteborg, …..da allora diventata Gotemburgo.
Merita una menzione infine anche il telecronista di Eurosport Maurizio Trezzi. Dopo aver saltato i mondiali indoor di Doha 2010, l’emittente europea ha trasmesso in diretta tutto il mondiale. La scelta internazionale delle immagini ha ridimensionato il racconto di Maurizio Trezzi ed Alberto Cova nella penultima giornata allorchè Antonietta Di Martino era in lotta per il podio nel salto in alto.
Alexander Bommes apriva i collegamenti per Ard
Norbert Konig si collegava invece per la Zdf.
Il telecronista Zdf Wolf Dieter Poschmann, ex mezzofondista.
In occasione dei mondiali di atletica le reti tedesche, come sempre, si sono alternate nella diretta coreana, un giorno per il primo canale (Ard), l’altro per il secondo (Zdf). Eccellente come al solito la qualità delle immagini.
La radio non ha certamente la funzione di una volta: negli anni Sessanta e Settanta, quando ancora non esistevano i mondiali le radiocronache di Italo Gagliano, Claudio Ferretti e Giacomo Crosa erano spesso sostitutive di una Tv che era solita talvolta chiudere frettolosamente i collegamenti. Il transistor era addirittura determinante per conoscere i risultati le gare del mattino che non avevano i collegamenti televisivi. Grazie alla radio si sapeva ciò che aveva fatto un Cramerotti nelle qualificazioni del giavellotto o si apprendeva che Cellerino aveva battuto Fiasconaro in un Danimarca-Italia ad Aarhus nel lontano 1972. Ovviamente altri tempi.
Quest’anno nessun inviato della radio ha seguito i mondiali di Daegu per la Rai: una scelta che forse non è del tutto condivisibile, tuttavia, vista la distanza, vista la circostanza che più o meno tutto era visibile in televisione, visto lo scarso appeal della nostra atletica, può avere una sua logica.
Si sente la mancanza della diffusione via etere in Italia di France 2. Il telecronista transalpino è Patrick Montel (a sinistra) mentre dalla mix zone interveniva Nelson Monfort (a destra). Una squadra colladauta.