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LETTERA A BEPPE VIOLA

                                                              5 giugno 2010




Caro Beppe,
ci vorrebbe una battuta per stemperare quella vena di malinconia che tu non vorresti presente oggi. Allora pensiamo a quel rigore di Milan-Verona del ’78, tirato da Rivera in modo inversamente proporzionale alla sua classe, ove dicesti  “RIVERA PORGE IL PALLONE A SUPERCHI …COME FOSSE UNA TAZZA DI THE”.

Non senza rivolgere prima un caro saluto ai tuoi familiari, ecco alcuni momenti della tua carriera cominciando da un Beppe giovanissimo. MILAN-BENFICA DEL MAGGIO 1963 storica e fausta finale di COPPA DEI CAMPIONI. I milanisti sappiano che quella partita giocata alle 15 (con radiocronaca del solo secondo tempo) andò in onda in Tv in ampex solo la sera. Nel corso dell’incontro più volte salta per un guasto la voce di Nicolò Carosio da Londra. L’1-0 del Benfica e il secondo goal del Milan sono custoditi in Rai con la tua voce supplente da studio. Chissà se in quella occasione tu conoscevi il risultato: certamente lo sapevi nel corso di quel LIVERPOOL-AMBURGO della Supercoppa 1977 e lo hai affermato subito, ovviamente non hai svelato il punteggio ma non hai comunque fatto mistero che la tua enfasi nel commentare la gara, poteva risultarne condizionata. Nessun telecronista aveva così spontaneamente rivelato momenti e sensazioni del proprio lavoro.

Un giorno arrivasti alla Nazionale per un caso fortuito. ITALIA-BELGIO degli Europei 1980, tu sei lì per i servizi di contorno. Un altro grandissimo, Nando Martellini ha una lieve indisposizione qualche istante prima del fischio d’avvio. Fosti tu, con Gianfranco De Laurentiis a commentare l’intero primo tempo; Vi definiste panchinari di lusso!
Ci piace ricordare quando in uno speciale radiofonico del 1971 sul calciomercato dicesti “Che ne diresti di un gelato in comproprietà? ” rivolto ad Enrico Ameri. Quello stesso Ameri che nel 1974 ti chiamava in causa a Domenica Sport nel seguente modo. “Linea al buon Beppe Viola, ora anche attore”.  Chissà quanti videro il film “Romanzo popolare” anche per vedere che volto avevi, essendo già notissimo in radio, meno in Tv. Erano gli anni in cui la Televisione poche volte ti chiamava in causa, questo avvenne però a Monaco 1972, dove ti occupasti delle sintesi serali, vedi ad esempio la storica vittoria olimpica della sciabola azzurra. La riforma della Rai del 1976 ti trasferisce in Tv ed indubbiamente i servizi della domenica sportiva sono il tuo momento più importante: CALLONI SVENTA LA MINACCIA, frase talmente spassosa e divertente che anche Jacopo Volpi, l’ha voluta far propria, con doverosa citazione, in una Domenica sportiva del 1993 a proposito di uno svarione del milanista Lentini ad Udine.
Non solo ironia ma anche fluente esposizione: ad esempio quando dicesti “tirare in ballo la sfortuna significa concedere di più alla pietà che al senso critico - Milan-Cesena 1977)
Nelle telecronache avevi instaurato con i telespettatori una sorta di dialogo, una familiarità unica ed irripetibile, inserivi con acutezza quei pochi tocchi ironici che consentivano allo spettatore di dialogare idealmente con te attraverso il sorriso e la comunanza dei pensieri.
MESSICO-POLONIA dei Mondiali 1978: Il Messico riparte con le sue offensive, lo farà anche fra un quarto d’ora ma con la valigia visto che ormai è fuori dai Mondiali.

FRANCIA-INGHILTERRA dei Mondiali 1982: a proposito delle vicende amorose di un giocatore, “poi dopo la partita ci vediamo tutti al bar per continuare il discorso

La Rai vuole sfruttare il tuo talento giornalistico anche per altri contesti: perfino in una versione invernale di “Giochi senza frontiere“, che si chiamava “Giochi sotto l’albero”. A giudicare dal tuo “Come si vede, abbiamo un altro gioco intelligente” è probabile che tu non abbia gradito troppo quell’incarico.

Si arriva a quella Domenica sportiva n.1491: Adriano De Zan apre con volto scuro, legge risultati e classifiche ma non rivela niente; però c’è qualcosa che non va, lo capisce chi è abituato da anni al rito serale della domenica, ecco i primi servizi, poi la linea va a Carlo Sassi che dà notizia del tuo malore, concludendo con un “E’ grave”. La domenica si chiude con un’angoscia indicibile che poi si trasforma in terribile realtà nei Telegiornali del lunedì.

Ventotto anni senza i tuoi servizi, senza le tue telecronache ed ancora non ci capacitiamo al pensiero di non averti visto dialogare con Sacchi, ritornare su di un tram di linea, questa volta con Baggio, parlare del tuo amato trotto nelle scuderie Gubellini con un altro ippico, Ruud Gullit, stuzzicare Moratti o Galliani. Forse in questo periodo ti saresti  già meritato la pensione ma pensa che godimento sarebbe stato sentirti dialogare adesso con Mourinho.

Ma il destino ha voluto diversamente. Eppure chi ti scrive un giorno ti ha visto, ovviamente in un momento di pura, assoluta  fantasia. (rivista Il Trottatore n.4 del 2007).

Sono i giorni in cui Giorgio Tosatti ci ha lasciato, è bello anche solo immaginare che a dare il benvenuto alle personalità che varcano la fatidica soglia celeste  ci siano colleghi che per l’imprevedibilità della vita o per il normale passare del tempo quel  momento lo hanno già superato. Ebbene sei proprio tu a salutare per primo Tosatti con il solito savoir faire “Caro Giorgio - rivolto a TOSATTI - guarda la fatalità che ci accomuna, siamo entrambi saliti in Cielo, qualche mese dopo una vittoria mondiale degli Azzurri del calcio, io me ne andai improvvisamente dopo un Inter-Napoli..”. E chissà che tu non abbia accolto in Cielo, recentemente, il tuo collega decano, l’amico Adone Carapezzi.
A questo punto la fantasia non può andare oltre, sappiamo però che stai bene e anche lì dove il tempo si liofilizza e tutto è lieve... discuti e sorridi delle vicende sportive.....e non manchi di far sentire la tua immensa personalità, dispensando battute per così dire...di ironia eterea!.
Ma come vedi non ti abbiamo dimenticato e nel tuo nome ci si raduna, idealmente con la ballata di quel NOSTALGIA DI TEMPI PASSATI con cui firmasti quel Milan-Cesena del 1977 per simboleggiare l’ingresso definitivo nel girone dei disperati (tue parole) della scalcinata formazione rossonera di quell’anno.

Lucio Celletti
info@archeologiadellosport.com

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